
7) I Dialoghi (Lun Y) di Confucio.
    I classici Lun Y fanno parte dei cosiddetti Ssu Shu o Quattro
Libri, che sono: Ta Hse (La Grande Dottrina ); Lun Y (I
Dialoghi ); Chung Yung (Il Giusto Mezzo ); Mng Tsu (Il Libro
di Mencio ). Mng Tsu (Mencio, 372-289 avanti Cristo) fu il pi
geniale dei predicatori del pensiero di Confucio.
I Lun Y sono, nella loro redazione attuale, opera di Cheng Kang
Ch'eng (127-200 dopo Cristo). Il parere di molti sinologhi  che i
Lun Y siano stati raccolti dai discepoli cinquanta anni dopo la
morte del Maestro. Ne presentiamo un'ampia scelta

    (vedi manuale pagine 269-270)

a) Le radici dell'umanit.

Lun Y, I, 3.

    [...] Il Savio coltiva la radice, se la radice  ben ferma,
si genera la via. Piet ed obbedienza: queste sono le radici
dell'Umanit

b) I doveri del giovane.

Lun Y, I, 6.

    Il Maestro disse: Il giovane deve essere, in casa, amoroso
verso i parenti, fuori di casa, rispettoso verso i superiori;
esser diligente e verace; estendere il suo amore a tutti, ma
collegarsi (solo) con i virtuosi; ci fatto, impieghi l'energia
che gli rimane nello studio delle lettere e delle arti

c) Il sapiente  moderato.

Lun Y, I, 14.

    Il Maestro disse: Il Savio il quale mangiando non cerca
saziet, dimorando non cerca comodit,  accorto nelle faccende e
cauto nelle parole, e si tien presso ai sapienti per migliorarsi,
si pu chiamare amante del sapere

d) Il governante saggio.

Lun Y, secondo, 3; secondo, 19; dodicesimo, 14; tredicesimo, 6;
tredicesimo, 13.

Il Maestro disse: Se si guida con le leggi e si mantiene l'ordine
con i castighi, il popolo si asterr dalla colpa, ma non avr
coscienza alcuna; se si guida con la virt e si mantiene l'ordine
per mezzo della morale, il popolo, allora, avr coscienza

Il Principe Ai chiedendo disse: Che far perch il popolo mi si
sottometta?. Confucio rispose: Se innalzerai i buoni e calcherai
i pravi, il popolo ti sar sottomesso; se innalzerai i pravi e
calcherai i buoni, il popolo non ti sar mai docile

Tsu Chang chiese intorno all'amministrazione pubblica. Il Maestro
disse: Occuparsene senza riposo e agire con giustizia

Il Maestro disse: Se (il Principe)  retto, anche se non comanda,
le cose vengono eseguite; ma se non  retto, anche se comanda, le
cose non vengono eseguite

Il Maestro disse: Se ci fosse uno che sapesse governare se
stesso, il governo (degli altri) che difficolt gli farebbe? Ma
uno che non sa governare se stesso, come sapr governare gli
altri?

e) Saper di non sapere.

Lun Y, secondo, 17.

Il Maestro disse: Y, vuoi che t'insegni il Sapere? Stimar di
sapere ci che tu sai e non stimar di sapere ci che tu non sai,
questo  il sapere!

f) L'uomo nobile ama la Legge.

Lun Y, quarto, 11; quarto, 16.

Il Maestro disse: L'uomo nobile ama la virt interiore, l'uomo
volgare ama le cose terrene; l'uomo nobile ama la legge, l'uomo
volgare ama il favore

Il Maestro disse: Il Nobile  esperto nel dovere, il volgare 
esperto nell'interesse

g) Come Diogene.

Lun Y, sesto, 9; settimo, 15.

Il Maestro disse: Saggio invero fu Hui! Una scodella di legno
piena di riso, un guscio di zucca pieno d'acqua, in un miserevole
chiassetto: altri non avrebbe potuto sopportare la sua sofferenza,
ma Hui non cambiava la sua allegrezza. Saggio, invero, fu Hui!

Il Maestro disse: Nutrirsi di grosso cibo; bere acqua; piegare il
braccio e farsene capezzale: anche tra queste cose si pu esser
contenti: non bene acquistate ricchezze e onori sono per me come
fuggenti nuvole

h) Equilibrio fra natura ed educazione.

Lun Y, sesto, 16.

Il Maestro disse: Se la natura supera l'educazione, uno riesce
rustico; se l'educazione supera la natura uno riesce un copista;
se tra educazione e natura c' equilibrio allora uno  saggio

i) Il Maestro.

Lun Y, settimo, 26; nono, 7.

Il Maestro pescava all'amo, ma non alla rete; saettava contro gli
uccelli, ma non mai quando posavano nel nido

Il Maestro disse: Ho io la scienza? Io non ho la scienza: ma se
c' un umile che mi interroghi e sia affatto digiuno, io ci
discuto da un capo all'altro, fino ad esaurire (l'argomento)

l) Vergogna ed errore.

Lun Y, quattordicesimo, 1; quindicesimo, 7; quindicesimo, 29.

Hsien chiese che cosa fosse la vergogna. Il Maestro disse: Se un
Paese  in ordine, badare allo stipendio; se un Paese  in
disordine, badare allo stipendio; ci  vergogna

Il Maestro disse: Se tu con uno con cui tu puoi parlare, non
parli, perdi un uomo: se tu parli con uno con cui tu non puoi
parlare, tu perdi le parole. Il Saggio non perde n l'uomo n le
parole

Il Maestro disse: Errare e non emendarsi, questo si chiama
errare

m) Le nove cure del saggio.

Lun Y, sedicesimo, 10.

Confucio disse: Il Saggio ha da pensare a nove cose: guardando,
ha cura di veder chiaro; ascoltando, ha cura di veder bene; per il
suo volto, ha cura che sia affabile; per il suo aspetto, ha cura
che sia dignitoso; per le sue parole, ha cura che sian veraci; per
le sue faccende, ha cura che siano zelanti; nei suoi dubbi, ha
cura d'interrogare; nell'ira, pensa alle noie (che ne potrebbero
derivare); vedendo ci che pu essere acquistato, pensa alla
giustizia

n) Relativismo dei nomi.

Lun Y, sedicesimo, 14.

La moglie di un Principe del Regno, il Principe la chiama  moglie
; chiamandosi da s dice  piccola fanciulla ; la gente del
Regno la chiama:  moglie del Principe ; davanti a gente di altri
paesi la chiamano  la nostra piccola Principessa . La gente di
altri paesi la chiama:  moglie del Principe 

 (I dialoghi di Confucio (Lun Y), Sansoni, Firenze, 1924,
pagine 3, 4, 6, 8, 11, 80, 86, 87, 11, 23, 24, 35, 43, 37, 45, 55,
93, 107, 111, 118, 120)

